Il metodo della coordinazione genitoriale

Dott.ssa Laura Manzoni

Nel mese di Maggio ho frequentato un corso sulla coordinazione genitoriale tenuto dalla dott.ssa Elena Giudice e in questo spazio vorrei presentarvi di cosa si tratta.

La coordinazione genitoriale nasce negli Stati Uniti negli anni 90 e ad oggi è applicata in tutti gli stati membri. 

La coordinazione genitoriale si occupa delle coppie altamente conflittuali, dove il conflitto lede i diritti dei bambini. Si tratta di conflitto non mediabile con genitori arroccati sulle loro posizioni e difficilmente rimuovibili dalle stesse. Sono i genitori che stanno centrati sui propri bisogni, sul non far vincere l’altro genitori e che non riescono ancora a venirsi incontro.

Lo scopo della coordinazione genitoriale non è quello di eliminare il conflitto e nemmeno ridurlo, ma quello di permettere al bambino di avere una vita sufficientemente adeguata.

All’interno del contesto della coordinazione genitoriale i genitori potrebbero anche decidere che fuori dallo studdio non debbano parlarsi mai e scegliere questa modalità per tutelare i propri figli. Si tratta di un modello di riduzione del danno e non ha altri scopi prefissati.

In Italia il coordinatore genitoriale lavora ancora senza mandato giudiziario,a differenza dell’America. Il coordinatore genitoriale lavora su richiesta delle coppie altamente conflittuali ma che si rendono conto di esserlo e di non farcela più, oppure su invio dei rispettivi avvocati.

Il coordinatore genitoriale è esente da altri compiti. Non si occupa della protezione dei bambini, non si occupa dei percorsi individuali dei genitori, non è il legale dei genitori, pertanto si tratta di un professionista imparziale.

Il coordinatore genitoriale laddove necessario, prende decisioni al posto dei genitori, che danno mandato con un contratto sottoscritto da tutti, compreso il professionista.

Il modello diffuso in Italia di coordinazione genitoriale si basa su alcuni principi:

  • Non schieramento. Ci si occupa dei due genitori in modo equo. Importante il valore dell’equità e non dell’uguaglianza. Ogni genitore si prende le responsabilità dei propri comportamenti.

  • Lavora su dati oggettivi e effettivamente riscontrabili da testimoni oggettivi. Il coordinatore genitoriale parla con le maestre, con l’allenatore, con gli avvocati, con il giudice, con il catechista. I dati oggettivi vengono forniti da questi testimoni laddove i resoconti dei genitori non sono conciliabili. Il mediatore familiare invece parla solo con i genitori, al massimo con i legali.

  • Massima trasparenza tra tutti. Il coordinatore genitoriale se pensa che un atteggiamento non sia corretto e pregiudizievole nei confronti del minore, lo dice.

  • Integrazione professionale: il coordinatore genitoriale è il regista della rete di professionisti che gravitano intorno al nucleo.

  • Focus sui bambini: non si parla delle questioni della coppia ma solo di quello che riguarda i genitori

  • Ricerche: il coordinatore genitoriale utilizza le ricerche e i dati nel momento in cui prende le decisioni al posto dei genitori.

Il coordinatore si attiene ai fatti oggettivi senza interpretare.

Primo colloquio informativo si svolge alla presenza degli avvocati.

Regole:

  • si parla solo per mezzo mail. I genitori scrivono al coordinatore che provvederà poi a girare le comunicazioni all’altro genitore e agli avvocati.

  • Quando arrivano delle mail di richieste dirette al coordinatore si comunica che tutto verrà discusso all’incontro.

  • Si spiega che il coordinatore si occupa della quotidianità così da prevenire emergenze e urgenze e si rimanda come ci si deve comportare nei casi in cui si verifichi una situazione di urgenza o emergenza.

  • Ci si attiene al decreto

  • Si parla di sè stessi e non dell’altro.

  • Ogni incontro viene verbalizzato e firmato dai presenti

  • Non si scredita o insulta l’altro genitore

  • Si parla solo di questioni relative ai bambini.

Metodologia:

  • Primo colloquio alla presenza del genitori e dei legali

  • un colloquio anche di mezzora con i bambini per spiegare loro l’impegno che stanno mettendo la mamma e il papà.

  • Si svolgono 1 o 2 colloqui singoli dove recuperare la storia personale di coppia e di separazione.

Colloqui insieme: la cadenza è determinata dal livello di conflitto. Più è basso, meno frequenti saranno i colloqui. L’obiettivo è limitare la possibilità che il conflitto si generi fuori dalla stanza

D.K. Carter , S.Mazzoni “Coordinazione genitoriale. Una guida pratica per i professionisti del diritto di famiglia” Franco Angeli 1°edizione 2014

Informazioni su Laura Manzoni

Consulente socio- familiare Mediatore Familiare Coordinatore Genitoriale Assistente Sociale Privato
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