Lavorare con i ragazzi a rischio di fallimento scolastico

Diversi sono i motivi che possono sottendere al fallimento o a un calo del rendimento a livello scolastico, soprattutto nella fase della pre adolescenza e dell’adolescenza.

La medaglia dell’insuccesso può essere vista da entrambe le facce: il ragazzo non raggiunge gli obiettivi prefissati (fallimento personale), la scuola / istituzione non riesce a coinvolgere il ragazzo favorendo il successo scolastico (fallimento istituzionale).

I genitori si sentono coinvolti direttamente in questa dinamica tanto da sentirsi anche loro vittime dell’insuccesso e spesso non riuscendo a comprenderne i motivi e a trovare una soluzione.

Le motivazioni che accompagnano questo fenomeno possono essere svariate ma possiamo elencarne alcune:

  • scarso rapporto scuola famiglia

  • scarsa relazione tra scuola alunno e famiglia

  • scarsa relazione tra alunno e scuola

  • disinteresse o troppo interesse dei genitori nei confronti del vissuto scolastico e del rendimento.

  • Disattenzione rispetto alle fatiche del ragazzo su alcuni aspetti della scuola (materie specifiche, fatiche relazionali con i pari, con i professori, con le regole).

I problemi scolastici non sono di tipo diverso da tutti gli altri problemi che affrontiamo nella vita e per questo presentano diversi livelli di gravità; spesso non sono la conseguenza di una specifica causa, ma sono dovute al concorso di molti fattori che riguardano sia lo studente, sia il contesto in cui egli viene a trovarsi (ambiente socioculturale, clima familiare, qualità dell’istituzione scolastica e degli insegnanti).

La letteratura scientifica interviene per esempio con Mancini e Gabrielli (1998)definendo questo fenomeno come “uno stato emotivo, non correlato significativamente a disturbi di tipo psicopatologico, linguistici o di ritardo cognitivo, che si manifesta attraverso un insieme di comportamenti disfunzionali (scarsa partecipazione, disattenzione, comportamenti prevalenti di rifiuto e di disturbo, cattivo rapporto con i compagni, ma anche assoluta carenza di spirito critico), che non permettono al soggetto di vivere adeguatamente le attività di classe e di apprendere con successo, utilizzando il massimo delle proprie capacità cognitive, affettive e relazionali.”

Il professionista sociale può intervenire direttamente con il ragazzo e la sua famiglia per cercare di leggere le cause che hanno portato alla fatica scolastica e costruire una nuova metodologia di sostegno e di accompagnamento verso il successo scolastico.

Quali sono alcune delle domande che arrivano al professionista?

  • Mio figlio non riesce a orientarsi nella scelta della scuola superiore.

  • Non riesco a concentrarmi e quindi è calato il rendimento.

  • Non mi fido della scuola, i professori hanno preso di mira mio figlio.

  • Sono stato bocciato non so se proseguire con questa scuola se cambiare o andare a lavorare.

L’intervento si costruisce sulla base della richiesta specifica del ragazzo e dei suoi genitori, se minorenne, e ha lo scopo la costruzione di stendere un programma di obiettivi, regole e strumenti condivisi da tutti per poter modificare la situazione problematica.

l percorso può configurarsi in questo modo:

  • 1 o 2 colloqui con i genitori (insieme o separatamente) al fine di comprendere il bisogno e leggere la motivazione del nucleo e del ragazzo.

  • 2 o 3 colloqui con il ragazzo

  • colloquio con genitori/ragazzo al fine di condividere accordi e percorso

  • monitoraggio una volta al mese per 3 volte per verificare adesione agli accordi

  • incontro di chiusura.

Informazioni su Laura Manzoni

Consulente socio- familiare Mediatore Familiare Coordinatore Genitoriale Assistente Sociale Privato
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