POTERE & POTENZA INDIVIDUALE

Quanto siamo potenti? Quanto potremmo essere potenti? Che definizione date alla parola potenza? Quanto la percezione del potere influisce sulla nostra potenza interiore? Mi ha stupito che aprendo Wikipedia nella pagina Disambiguazione dell’enciclopedia non esiste la visione di potenza che ho invece in mente io. Quando si parla di potenza ci si riferisce sempre a una forza oggettiva ed esterna, a un concetto politico e storico oppure a un oggetto che traduce in effetto le proprie capacità su un determinato bersaglio.

Ci viene in aiuto la filosofia aristotelica che parla di potenza come della possibilità di un ente di tradurre in atto le possibilità di realizzazione che in astratto possiede.

Quando parlo di potenza e di essere potenti anche con i ragazzi a volte mi guardano come se fossi una marziana. Si pensa poco a quanto possiamo essere artefici, avere totalmente in pugno e avere potere sulla nostra vita. Lo vediamo quotidianamente quando osserviamo come gli individui si relazionano con le proprie vittorie e con le proprie sconfitte. Quando lavoro mi immagino quattro categorie di persone:

  1. I DELEGANTI DEL POTERE: le vittorie e le sconfitte della propria vita determinano esclusivamente da fattori esterni all’individuo. Quando le cose vanno bene “è stata fortuna” quando le cose vanno male “è colpa di altri” oppure “le sfortune sono tutte su di me”. Spesso siamo davanti a persone che faticano ad accedere a un pensiero di responsabilità critica rispetto alla possibilità di fare qualcosa o di modificare qualcosa, non sentendosi assolutamente responsabili di ciò che gli accade intorno.
  2. I NEGATIVI DEL POTERE: in questo caso le vittorie sono delegate al mondo esterno “è stata solo fortuna”, “è merito di un’altra persona” e le sconfitte invece sono personali e l’individuo se ne assume la responsabilità. In questo caso rischiamo di incorrere in individui che enfatizzano l’insuccesso facendosene carico e assumendosi anche responsabilità di aspetti imprevedibili della vita.
  3. Gli APPROFITTATORI DEL POTERE: gli individui di questa categoria si prendono i meriti di tutto quello che di positivo accade intorno a loro, nella peggiore delle ipotesi anche accaparrandosi i successi di altri, e non si sentono minimamente responsabili della sconfitta delegandone la responsabilità ad altri individui oppure delegandola al fato.
  4. I RESPONSABILI DEL POTERE: sono gli individui che sia in caso di vittoria che in caso di sconfitta si assumono la responsabilità e proseguono facendosene carico sia nel positivo che nel negativo.

Vi è mai capitato di avere a che fare con colleghi o persone che riescono sempre a essere premiati o elogiati anche per cose che li toccano marginalmente e riescono a dare responsabilità ad altri rispetto a cose su cui invece potrebbero essere ripresi?

Avete mai partecipato a un incontro sportivo in cui chi vinceva ne dava merito all’avversario che aveva giocato male, al campo che era girato giusto, al clima che era perfetto, invece che sentirli dire “Si, sono stato bravo?”

Oppure quelle persone che per qualsiasi cosa si mettono in discussione e pensano che sia colpa loro? “se mio zio ha perso l’aereo ieri potrebbe essere colpa mia che gli ho telefono nel momento sbagliato ieri mattina per salutarlo e gli ho fatto fare tardi?”

Avere una piena consapevolezza del potere che abbiamo sulle cose risponde in piena regola al concetto di potenza che ogni individuo ha per mettersi in gioco al 100% per raggiungere i propri obiettivi. In molte separazioni incontriamo genitori che colpevolizzano l’altro di tutto quello che succede a loro, nel lavoro con i ragazzi spesso si tirano indietro dalle loro responsabilità quando si parla di sospensioni, note, reati. Se un individuo ha una visione distorta delle proprie vittorie e delle proprie sconfitte, inevitabilmente avrà una visione distorta dell’estensione della propria potenza e della possibilità di utilizzare le proprie risorse, capacità e i propri strumenti per raggiungere gli obiettivi che si prefigge.

Per questo in via di principio con i clienti, dedico sempre una parte di tempo a comprendere il loro punto di vista, come interpretano loro la realtà delle sconfitte e delle vittorie seguendo le categorie che ho prima descritto per comprendere il grado di flessibilità che c’è di spostarsi da una categoria all’altra e lavorare con loro sulla base della loro lettura della realtà attraverso domande sulla loro percezione del grado di responsabilità in determinate situazioni, sulla consapevolezza delle proprie responsabilità o non responsabilità.

 

Informazioni su Laura Manzoni

Consulente socio- familiare Mediatore Familiare Coordinatore Genitoriale Assistente Sociale Privato
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