Genitori di adolescenti – APERTE LE ISCRIZIONI

Sono APERTE LE ISCRIZIONI al Gruppo di discussione per genitori adolescenti

DESTINATARI: Gli incontri sono rivolti ai genitori di adolescenti che sono interessati ad avviare un percorso di approfondimento in gruppo su tematiche tipiche di questa complessa fase evolutiva adolescenziale.

Il gruppo, condotto da un professionista, affronterà le tematiche tipiche di questa fase evolutiva (i  compiti evolutivi, la famiglia come esempio e sperimentazione dei vissuti,  l’autostima, la relazione con i figli adolescenti, i comportamenti devianti, le nuove tecnologie, l’affettività dei giovani) in un ciclo di incontri costituiti da:

Discussioni, roleplaying e giochi interattivi che permetteranno a tutti di divertirsi e confrontarsi insieme

Conduttrice degli incontri: Laura Manzoni (Family e Social Coach e Assistente Sociale, Conduttrice gruppi genitori e adolescenti)

A cadenza quindicinale si terranno 5 incontri in orario serale dalle 21.00 alle 22.30 a COMO – Sede da Definirsi 

Partenza al raggiungimento di 5 iscritti!

Per info & prenotazioni    email: info@serviziperlefamiglie.it

 

Divorzio: addio al medesimo tenore di vita. Pensieri di un’assistente sociale.

Una recente sentenza della Corte di Cassazione segna un cambio di rotta tra le situazioni in cui vi è effettiva situazione di bisogno del coniuge debole, di solito configurato come donna – situazioni in cui l’assegno di mantenimento assume una valida giustificazione – e altre invece in cui lo stato di bisogno non è veritiero della situazione generale della donna. In particolare, la Suprema Corte (rispetto a un passato non troppo recente) afferma che la donna giovane, in grado di lavorare per garantirsi lo stesso tenore di vita, non ha diritto ad alcun mantenimento. E ciò anche se, durante l’unione, svolgeva mansioni di casalinga. Continue reading

Oggi cosa scegli?

Condivido ogni lettera e parola di questo estratto…aspettare che sia l’altro a cambiare potrebbe potrebbe essere l’attesa di una intera vita. Ma se modifichiamo un nostro comportamento l’altro sara costretto a cambiare perché diverse saranno le condizioni e l’ambiente sarà modificato.

Buona settimana a tutti da Servizi per le Famiglie

ARTE E ADOZIONE – SABATO 11 MARZO 2017 – MILANO

Il mondo dell’Arte incontra l’Adozione Sabato 11 marzo 2017,                                                         ore 09.30 – 17.00                                                                                                                                               presso Sala Gregorianum, via Settala, 27 – Milano

Il seminario si propone di esplorare la funzione dell’Arte nella comunicazione e nell’elaborazione dei vissuti legati all’esperienza adottiva, attraverso il confronto fra tre artisti adottivi, il regista Jung, la creatrice di oggetti No&Ni e il pittore Red, e gli psicologi e professionisti esperti di adozione Dante Ghezzi, Donatella Guidi e Paolo Limonta. Durante la giornata verranno presentate e commentate alcune delle opere degli artisti e verrà proiettato il film Colore della pelle: miele in lingua originale (francese), sottotitolato in italiano.

LOCANDINA IN PDF arte e adozione

Pensavo che tu pensassi…

Vi racconto una storia. La storia dell’uomo a cui serviva un martello.

<< Un uomo vuole appendere un quadro. Ha il chiodo, ma non il martello. Il vicino ne ha uno, così decide di andare da lui e di farselo prestare. A questo punto gli sorge un dubbio: e se il mio vicino non me lo vuole prestare? Già ieri mi ha salutato appena. Forse aveva fretta, ma forse la fretta era soltanto un pretesto ed egli ce l’ha con me. E perché? Io non gli ho fatto nulla, è lui che si è messo in testa qualcosa. Se qualcuno mi chiedesse un utensile, io glielo darei subito. E perché lui no? Come si può rifiutare al prossimo un così semplice piacere? Gente così rovina l’esistenza agli altri. E per giunta si immagina che io abbia bisogno di lui, solo perché possiede un martello. Adesso basta! E così si precipita di là, suona, il vicino apre, e prima ancora che questo abbia il tempo di dire “Buon giorno”, gli grida: “Si tenga pure il suo martello, villano!” >> (Istruzioni per rendersi infelici – Paul Watzlawick)

Non c’è niente di più limitante in una relazione affettiva, di amicizia, tra colleghi o con un cliente, del fermarsi all’immaginare quello che l’altro sta pensando. Questo comporta in via di principio una lettura della realtà profondamente distorta che inevitabilmente diventa funzionale a ciò che noi pensiamo. Facciamo un esempio più vicino alla nostra esperienza quotidiana.

Abbiamo una relazione conflittuale con un collega, con cui non ci capiamo e con cui fatichiamo a collaborare su un progetto comune e a confrontarci. Di prima mattina quel collega riceve una telefonata dalla moglie con cui discute furiosamente. Quando riattacca entriamo in ufficio, salutiamo, e lui, sbuffando, si allontana con un saluto distaccato. Il nostro primo pensiero è che ce l’abbia con noi per qualcosa che abbiamo fatto rispetto al progetto, magari una scelta ben precisa. Questo pensiero poi potrà compromettere l’intero processo di collaborazione creando delle interferenze che limiteranno la buon riuscita del lavoro.

Come facciamo a proteggerci da questo? Per prima cosa fermiamoci a riflettere sulla nostra persona e il nostro modo di rapportarci con le persone, cercando di capire se possiamo essere soggetti a questo rischio, ovvero quello di interpretare il comportamento di altri come un’accusa nei nostri confronti. In secondo luogo l’arma più efficace è quello di chiedere spiegazioni rispetto al dato di fatto che “quando siamo entrati in ufficio lui ha sbuffato e se n’è andato!”.

A volte ci facciamo tanti problemi a fare delle domande molto semplici che risolverebbero immediatamente i dubbi rispetto a dei comportamenti. Chiarezza e immediatezza rispetto ad alcune situazioni salvano i rapporti e soprattutto permettono di stare bene.

Altra storiella: quante volte per paura di deludere l’altro o farlo rimanere male ingoiamo rospi e stiamo male noi? Ricorderò sempre il racconto di un prete di oratorio che il primo Natale in cui era arrivato in una parrocchia ricevette in regalo dalla suora del paese una bottiglia di “Petrus” e le disse qualche mese dopo “grazie, molto buono!” … peccato che non piacendogli lo avesse tenuto intatto nell’armadietto dei liquori. Risultato? per tutti gli anni successivi quella suora regalò al prete una bottiglia di Petrus per Natale. Ogni anno che passava dichiarare che il Petrus non gli piaceva sarebbe stato ancora più difficile.

Questa storiella, accaduta realmente, ci insegna che se qualcosa non ci piace, non ci convince soprattutto se deriva da una relazione con un’altra persona, vale la pena dissipare ogni dubbio per evitare fraintendimenti o spiacevoli situazioni. Accade spesso nelle nuove relazioni di coppia il non avere il coraggio di dire all’altro che una certa cosa non ci piace o non ci fa stare bene, succede che poi quando la pressione nella pentola è troppa, la pentola deve sfiatare e l’altra persona si trova spiazzata nello scoprire quanto riferito accendendo un conflitto non solo sul disaccordo, ma anche sul “non detto”.

Attenzione massima va data alla relazione professionale tra operatore e cliente/utente. Soprattutto con le persone che conosciamo poco, dove la categorizzazione è inevitabile per semplificare la realtà, dobbiamo essere in grado di non attribuire pensieri e necessità alle persone per non dare soluzioni standardizzate, omologando il cliente a categorie generiche di gruppi di persone. Ci proteggiamo da questo facendo domande, mirate, con l’obiettivo di conoscere il più possibile la vita e i fatti che il cliente porta, aiutandolo a stare sul concreto, sul reale, sul suo vissuto e solo dopo dare un rimando e dare una risposta. Il momento dell’analisi della domanda è fondamentale tanto quanto gli altri nel processo di aiuto, ma spesso ce lo dimentichiamo, pensando di sapere già.

Quando con un nostro agito ci accorgiamo che siamo sul canale “Pensavo che tu pensassi…”, “non te lo dico per non ferirti…” “tanto so già quello che vuoi dirmi…” varrebbe la pena fermarci e riflettere sui contenuti di quel pensiero e valutare come agire al meglio per non cadere in una soggettiva interpretazione della realtà.

Sporcatevi di mille colori….

Sono stata una settimana in vacanza, nei Caraibi, ho potuto brevemente visitare sei isole, tutte con un passato di colonialismo, e quasi tutte ormai indipendenti da più di trent’anni.  Quello che amo dei Caraibi sono i colori caldi, delle persone, dei loro vestiti e il verde, tanto verde, tanta cura e tanta conoscenza delle piante dei fiori delle loro proprietà. Sono isole molto diverse tra loro, sia come avanzamento tecnologico, sia come materie prime e ambiente. Ma tutte mi hanno trasmesso tre cose: semplicità, concretezza, sorrisi.

In spiaggia a Guadalupa gruppi di ragazzi, di domenica, erano tutti intorno a una bottiglia di rum, con dei cassonetti di metallo come percussioni che suonavano divinamente, sarei stata ad ascoltarli per ore.

A Santa Lucia ho sentito e riassaporato la semplicità dell’avere una divisa scolastica un colore per ogni ordine e grado, eliminando le disuguaglianze, il fermarsi fuori da scuola in diversi gruppetti, non avere in mano un cellulare costantemente.Ho visto bambini di 6 anni attraversare da soli la strada e camminare fino a casa, senza l’ansia dei genitori di quello che succederà.

Ho visto ed incontrato gente cordiale, ho conosciuto a Barbados una guida turistica che per una manciata di dollari ci ha fatto fare un tour dell’isola pazzesco facendoci bere punch al rum, portandoci a vedere dei posti meravigliosi!

A Grenada un barista su una spiaggia sorrideva di continuo e quando ha visto che fotografavo un cartello sulla vita, sulla serenità, sulla semplicità ha detto “è la mia filosofia di vita, è la filosofia vincente”.

A Dominica un’altra guida sua una jeep 4×4 ci ha portati in una foresta pluviale dove ovviamente ha piovuto, ci ha fatto andare a nuoto sotto una cascata, ha strappato foglie dagli alberi per farci sentire il profumo dell’albero del caffè. del cacao, dell’olio di cocco.

Sono persone che vivono con il rischio che un uragano gli spazzi via tutto ogni anno e non capita così di rado, ma sorridono di quello che hanno, sorridono al cliente, sorridono alla vita.

Sii semplice, sii sorridente, sii concreto non credo serva altro per avvicinarsi alla felicità.

Elogio al Fallimento e all’immaginazione

Di seguito ecco il discorso pronunciato dalla scrittrice J. K. Rowling ai neolaureati di Harvard, nel 2008:

La prima cosa che mi piacerebbe dire è “grazie”. Non solo Harvard mi ha dato questo straordinario onore, ma le settimane di paura e nausea che ho avuto al pensiero di aprire questo evento mi ha fatto perdere peso. Doppia vittoria! Ora tutto ciò che devo fare è prendere una grande respiro, adocchiare i rossi stendardi e sentirmi stupida nel credere di essere alla convention dei primi della classe del mondo di Harry Potter. (…) Continue reading